EROISMO ED EROI

«Io non sono un eroe. Io ho fatto quello che dovevo fare, perché era la cosa giusta da fare. Noi siamo tutte persone comuni ma anche una comune segretaria, una casalinga o un adolescente possono riuscire, nel loro piccolo, ad accendere una piccola luce in una stanza buia» 
Miep Gies (la donna che ospitò Anna Frank)

«Non sono un messia, ma un uomo comune che è diventato un leader a causa di circostanze straordinarie»
Nelson Mandela
 

La maggior parte di coloro che hanno compiuto atti eroici insiste di non aver fatto nulla di speciale, che era ciò che chiunque avrebbe dovuto fare in quella situazione, queste persone rifiutano di considerarsi «eroi». Forse questa reazione viene da un’idea radicata che abbiamo tutti: che gli eroi siano dei superman, almeno un gradino al di sopra delle persone comuni, forse si tratta della nostra concezione errata di ciò che comporta essere eroici.

La visione storica dell’eroe suggerisce che negli eroi vi sia qualcosa di speciale in senso innato.


«Ci sono uomini, così simili a un dio, così eccezionali che essi trascendono, in virtù delle loro doti straordinarie, ogni giudizio morale o controllo giuridico: ‘Non vi è legge che contempli uomini di quel calibro; sono essi stessi la legge’.
Gli eroi sono capaci di imprese memorabili – sbaragliare un nemico, salvare un popolo, preservare un sistema politico, portare a termine un viaggio – che nessun altro avrebbe potuto compiere»
Aristotele

H.I.P. ridefinisce il concetto di eroismo, sulla base di quattro tratti fondamentali:
1. deve trattarsi di un’azione intrapresa volontariamente;
2. deve comportare un rischio o un potenziale sacrificio, come la minaccia di morte, un’immediata minaccia all’integrità fisica, una minaccia a lungo termine alla salute o la possibilità di un grave deterioramento della propria qualità di vita;
3. deve essere compiuto nell’interesse di una o più persone o della collettività nel suo complesso;
4. non deve comportare un beneficio estrinseco, secondario, anticipato al momento dell’atto.

TASSONOMIA DELL'EROISMO

L'eroismo rappresenta l'ideale secondo cui normali sseri umani trasformano la propria virtù di cittadini nella più alta forma di azione civica, accettando sia il pericolo fisico che il sacrificio per la società. Le teorie implicite sull'eroismo abbondano ma, sorprendentemente, poco lavoro teorico o empirico è stato fatto per comprendere meglio il fenomeno. Con questo obiettivo, riassumiamo i nostri sforzi per sviluppare in modo sistematico una tassonomia di sottotipi eroici come punto di partenza per la costruzione di una teoria (PsycINFO Database Record (c) 2012 APA, tutti i diritti riservati).

Fonte: Franco, Z. E., Blau, K., & Zimbardo, P. G. (2011, April 11). Heroism: A Conceptual Analysis and Differentiation Between Heroic Action and Altruism. Review of General Psychology. Advance online publication. doi: 10.1037/a0022672.

EROISMO FISICO

Comporta un rischio fisico. Spesso è il risultato di una decisione presa sul momento, un'azione istantanea. Il rischio fisico può essere definito come pericolo.

1. Militari e operatori dell'emergenza

Individui che per lavoro sono esposti a rischi fisici e che corrono rischi oltre il consueto.

Esempi: Medal of Honor recipients, Public Safety Officer Medal of Valor.

2. Civili che cercano di salvare altri a proprio rischio

Chi corre rischi fisici che esulano dal proprio compito.

EROISMO CIVILE E SOCIALE

Caratterizzato da un eroismo al servizio di una nobile idea. Il rischio che implica l'eroismo civile è considerato sacrificio.

3. Figure religiose

Religiosi che dedicano la vita agli altri e credono in alti principi. Spesso lavorano come insegnanti o rappresentanti della società.

Esempi: Madre Teresa, Buddha, Maometto.

4. Figure politico-religiose

Leader religiosi impegnati per un cambiamento politico, o politici mossi da una profonda spiritualità.

Esempi: Martin Luther King, Gandhi, Nelson Mandela, Desmond Tutu.

5. Martiri

Figure politiche o religiose che mettono a repentaglio la propria vita per una causa prestando attenzione alle ingiustizie sociali.

Esempi: Socrate, Gesù Cristo, Giovanna D'Arco, Steve Biko.

6. Leader politici o militari

Leader che prendono in carico la guida di un paese in un momento di difficoltà, come guerre o disastri naturali. Servono ad unificare le nazioni, fornire una visione condivisa e possono incarnare le qualità che vengono considerate necessarie per la sopravvivenza del paese.

Esempi: Roosvelt, Churchill, Abramo Lincoln, Vàclav Havel.

7. Avventurieri, esploratori

Chi esplora luoghi ignoti o sperimenta mezzi di trasporto non collaudati.

Esempi: astronauti, Charles Lindberg.

8. Scienziati, ricercatori

Individui che esplorano aree ignote della Scienza, o hanno usato metodi pioneristici, realizzato scoperte di grande valore per l'umanità.

Esempi: Edison, Einstein, Galileo.

9. Buon samaritano

Individui che aiutano altri in difficoltà (pur non rischiando la propria incolumità nell'immediato).

Esempi: Giorgio Perlasca, Oskar Schindler.

10. Emarginati

Chi ottiene il successo superando un handicap o condizioni avverse.

Esempi: Helen Keller, Horatio Alger.

11. Eroi della burocrazia

Impiegati di grandi organizzazioni in conflitto con la propria o altre agenzie. Di solito si tratta di persone che insistono sui propri principi nonostante intense pressioni.

Esempi: Louis Pasteur, i dodici docenti universitari che nel 1931 rifiutarono il giuramento di fedeltà al fascismo.

12. Denunciatori (whistleblower)

Chi denuncia attività illecite o non etiche di un'organizzazione senza attendere un tornaconto personale.

Esempio: Joe Darby (Abu Ghraib).